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    This Pope is a blessing for the Catholic Church and all of humanity. Pope Francis has already demonstrated his courage and strong authority in internal Church matters and on the subject of refugees. His speech to the European Parliament impressed everyone across party lines.  I am very pleased that Pope Francis is now also focusing on the important issue of protecting the climate and environment with the encyclical Laudato si’. The name Laudato si’ after the Canticle of Saint Francis of Assisi says it all, just like the name of Francis, which the Pope chose for himself. I am absolutely delighted with the encyclical. It will provide a boost for all those across the world who care strongly about the preservation of creation.

    Impetus for Paris

    The Encyclical provides inspiration, particularly to the annual climate change conferences at which the major players have, for the most varied reasons, lacked ambition and the will to reach agreement over the past few years. The encyclical can provide an important impetus in this regard. I expect a more positive attitude from the predominantly Catholic countries in the run-up to this year’s UN Climate Conference to be held in Paris in December (COP 21). For example, 30% of US senators are Catholic and I hope the Republican senators will also be able to adopt a more positive attitude to climate protection in the future. Within Europe, the role of strongly Catholic Poland so far has been particularly problematic, with the Polish government slowing down almost all climate protection initiatives. I hope this will now change, at least partially.

    Unity of ecological and social problems

    More generally, I am hoping for a boost to the ambitious environmental policy as a whole. Pope Francis mentions environmental pollution, problems of waste and the throw-away culture, climate change, scarcity of drinking water and loss of biodiversity as examples. All of these are issues and challenges in the combating of which the European Union is already setting a good example.  The Pope is clear in his denunciation of the increasing over-exploitation of the planet, pointing out that it is primarily the poorest people who suffer from the advancing climate change and environmental pollution. I share his view that ecological and social problems and commitment to the environment and for the poor should always be regarded as a single entity.  I would be delighted if it could be accepted as a conventional wisdom that climate change is extensively caused by human activity; this knowledge must be reflected in appropriate actions on the part of those persons who bear the political responsibility. This will enable us to arrive at a balance between ecological and economic interests that will benefit everyone. Incidentally, the Pope supports the scientists who hold the view that the warming of the climate system is man-made: in other words, at least 95% of all those who are actively carrying out research in this area. I myself am a doctor, and when a patient’s health is being examined and 95% of the physicians agree on the diagnosis, this is normally not called into question; instead, you get on with the treatment.

    Crucial role of the churches

    Climate change should therefore be accepted as a fact; it affects all the inhabitants of the Earth. The Pope states this clearly. Climate change is “a global problem with grave implications: environmental, social, economic, political and for the distribution of goods.” Not least of all, it leads to more and more people fleeing “from the growing poverty caused by environmental degradation” and not only from war and violence. I see this as a huge danger coming our way. This will inevitably lead to changes in everyone’s lives. It is now time to influence and shape these changes. Those taking this task in hand are here, reliant on support and assistance – especially from the churches.  If they express their view forcefully, the churches and religious communities are capable of taking a decisive role in shaping the future world order, with the very specific example of a future climate agreement that is so important for our children and our children’s children. I hope to see such a clear positioning of the churches continuing on issues affecting the future, as demonstrated by Pope Francis in his Encyclical Laudato si’. Such involvement has been – and still is – both helpful and necessary.

    (source: Europeinfos #187)

    Questo Papa è una benedizione per la Chiesa cattolica e per tutta l’umanità. Ha già dimostrato il suo coraggio e la sua autorevolezza con le sue posizioni su questioni interne alla Chiesa o sulla difficile situazione dei rifugiati. Il discorso pronunciato davanti al Parlamento europeo ha impressionato i parlamentari di tutti i partiti.

    Mi fa molto piacere che papa Francesco abbia scelto di richiamare l’attenzione sulla protezione del clima e dell’ambiente nella sua enciclica Laudato si’. Il titolo stesso, riferimento diretto alla famosa preghiera di san Francesco d’Assisi, è programmatico tanto quando il nome Francesco che il papa si è scelto. Questa enciclica mi riempie di gioia. Si radica sugli sforzi di tutti coloro che nel mondo lavorano per la salvaguardia del creato.

    Un forte impulso prima di Parigi

    Ciò vale soprattutto per le conferenze mondiali annuali sul clima, durante le quali negli ultimi anni, per vari motivi, i grandi attori non hanno avuto ambizione e desiderio di unità. L’enciclica può dare un’opportuna spinta su questi problemi. A poche settimane dalla Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici a Parigi (COP21), sono convinto che i paesi tradizionalmente cattolici adotteranno un atteggiamento più positivo. Il 30% dei senatori degli Stati Uniti sono cattolici e spero che in futuro anche i senatori repubblicani sappiano anch’essi posizionarsi in modo più costruttivo sulle sfide legate alla protezione del clima. In Europa, il ruolo della Polonia cattolica ha rappresentato un problema fino a ora. Il governo polacco si è sempre opposto a quasi tutte le iniziative per il clima. Posso solo sperare che quest’atteggiamento cambi, almeno un poco.

    I problemi ecologici e sociali sono un tutt’uno

    In generale, mi auguro che l’enciclica sollevi un vento favorevole sulla politica ambientale nel suo complesso. Papa Francesco cita tra gli esempi l’inquinamento, il problema dei rifiuti e la cultura dell’usa e getta, il cambiamento climatico, la scarsità d’acqua e la perdita di biodiversità. Tutti questi esempi sono collegati ai problemi e alle sfide che l’Unione europea sta cercando di affrontare in maniera esemplare.

    Il Papa denuncia chiaramente lo sfruttamento galoppante delle risorse del pianeta e sottolinea che le principali vittime dell’inquinamento e del cambiamento climatico che continua a progredire sono soprattutto le popolazioni più povere. Concordo pienamente sul fatto che i problemi ambientali e sociali, ma anche l’impegno a favore dell’ambiente e dei poveri debbano essere considerati come un tutt’uno.

    Sarei felice di vedere che il mondo accetta la teoria per cui l’uomo è la causa principale dei cambiamenti climatici; questo riconoscimento dovrebbe riflettersi nelle azioni dei responsabili politici. Così, riusciremmo a conciliare interessi ecologici e interessi economici in modo che tutti vi si ritrovino. Inoltre, il Papa sostiene la posizione degli scienziati che riconoscono che il riscaldamento globale è dovuto principalmente alle attività umane. Essa trova concordi il 95% di tutti i ricercatori che studiano questo fenomeno. Io stesso sono un medico e quando, in riferimento alla salute di un paziente, il 95% dei miei colleghi è d’accordo su una diagnosi, essa non è generalmente messa in discussione e viene avviato il relativo trattamento.

    Il ruolo chiave delle Chiese

    Sembra quindi imprescindibile che il cambiamento climatico sia accettato come una realtà di fatto che interessa tutti gli abitanti del pianeta. Il Papa lo dice senza mezzi termini. Il cambiamento climatico è “un problema globale, con gravi ripercussioni ambientali, sociali, economiche e distributive, oltre che politiche”. Esso si traduce in un aumento del numero di migranti che fuggono dai loro paesi non solo a causa della guerra o della violenza, ma “fuggono dalla povertà, accresciuta dal degrado ambientale”. Io lo vedo come un grande pericolo a cui non possiamo sottrarci e che porterà inevitabilmente a cambiamenti nella vita di ognuno di noi. È giunto il momento di agire e di organizzare questi cambiamenti. Gli uomini e le donne che si assumono questo compito hanno bisogno di sostegno, in particolare da parte delle Chiese. Chiese e comunità religiose sono in grado, se fanno udire con forza la propria voce, di svolgere un ruolo chiave nell’organizzazione dell’ordine mondiale del domani, e questo attraverso l’esempio concreto di un futuro accordo sul clima assolutamente cruciale per i nostri figli e per i figli dei nostri figli. Mi auguro che le Chiese continuino ad adottare una posizione chiara sui temi del futuro come papa Francesco ha fatto con la sua enciclica Laudato si’. Perché questo intervento è più che mai necessario e benefico.

    (fonte: Europeinfos #187)


    Environnement (Cop21) : l’intervention de l’Église

    Ce pape est une bénédiction pour l’Église catholique et pour toute l’humanité. Il a déjà prouvé son courage et son autorité en prenant position sur des questions internes à l’Église ou sur le sort des réfugiés. Le discours qu’il a prononcé devant le Parlement européen a impressionné les députés, tous partis confondus. Je suis très heureux que le pape François ait choisi d’attirer l’attention sur la protection du climat et de l’environnement dans son encyclique Laudato si’. Le titre Laudato si’, en référence directe à la célèbre prière de saint François d’Assise, est tout aussi programmatique que le nom François, que le pape s’est lui-même choisi. Cette encyclique m’emplit de joie. Elle portera les efforts de tous ceux qui, dans le monde entier, défendent la préservation de la Création.

    Une impulsion forte avant Paris

    Cela vaut essentiellement pour les conférences mondiales annuelles sur le climat, au cours desquelles, ces dernières années, les grands acteurs ont, pour des motifs variés, manqué d’ambition et de volonté d’unité. L’encyclique peut précisément donner une impulsion opportune sur ces questions. À quelques semaines de la Conférence des Nations Unies sur les changements climatiques à Paris (COP21), je suis convaincu que les pays de tradition catholique adopteront une attitude plus positive. 30 % des sénateurs américains sont catholiques et j’espère que les sénateurs républicains sauront eux aussi se positionner à l’avenir de manière plus constructive sur les enjeux de protection du climat. Au sein de l’Europe, le rôle de la Pologne catholique a posé problème jusqu’ici. Le gouvernement polonais s’est jusqu’à présent opposé à la quasi-totalité des initiatives en faveur du climat. Je ne peux qu’espérer que cette attitude change, ne serait-ce qu’en partie.

    Les problèmes écologiques et sociaux forment un tout

    D’une manière générale, j’espère que l’encyclique fera souffler un vent favorable sur la politique environnementale dans sa globalité. Le pape François mentionne entre autres exemples la pollution, le problème des déchets et la culture du tout-jetable, le changement climatique, la pénurie en eau potable et la perte de la biodiversité. Tous ces exemples rejoignent les problèmes et les défis face auxquels l’Union européenne lutte de manière exemplaire. Le pape dénonce clairement la surexploitation galopante des ressources de la planète et souligne que les premières victimes et de la pollution et du changement climatique qui ne cesse de progresser sont avant tout les populations les plus pauvres. Je partage son avis sur le fait que les problèmes écologiques et sociaux, mais aussi l’engament en faveur de l’environnement et des pauvres, doivent être considérés comme un tout. Je serais heureux de voir que le monde accepte la théorie selon laquelle l’homme est le principal responsable du changement climatique ; cette reconnaissance doit se refléter dans les actions des responsables politiques. Ainsi, nous parviendrons à concilier intérêts écologiques et intérêts économiques afin que chacun s’y retrouve. Par ailleurs, le pape soutient la position des scientifiques qui reconnaissent que le réchauffement du climat est essentiellement lié aux activités humaines. Ils représentent au moins 95 % de tous les chercheurs qui étudient ce phénomène. Je suis moi-même médecin et lorsqu’il s’agit de la santé d’un patient et que 95 % de mes confrères s’entendent sur un diagnostic, celui-ci n’est généralement pas remis en cause et un traitement est mis en place.

    Le rôle crucial des églises

    Par conséquent, il m’apparaît fondamental que le changement climatique soit accepté comme une réalité factuelle qui affecte tous les habitants de la planète. Le pape le dit sans détour. Le changement climatique est “un problème global aux graves répercussions environnementales, sociales, économiques, distributives ainsi que politiques”. Il se traduit également par l’augmentation du nombre de migrants qui fuient leur pays, non seulement à cause de la guerre ou de la violence, mais “fuyant la misère, accrue par la dégradation environnementale”. Je le vois comme un immense péril auquel nous ne pouvons échapper. Il entraînera inévitablement des changements dans la vie de chacun d’entre nous. Il est désormais temps d’agir et d’organiser ces changements. Les hommes et les femmes qui prennent cette tâche à bras le corps ont besoin de soutien, en particulier de la part des Églises. Les Églises et les communautés religieuses sont capables, si elles font entendre leur opinion avec force, de jouer un rôle déterminant dans l’organisation de l’ordre mondial de demain, et ce à travers l’exemple concret d’un futur accord sur le climat absolument primordial pour nos enfants et les enfants de nos enfants. J’espère que les Églises continueront à adopter un positionnement clair sur les questions d’avenir comme le pape François l’a fait à travers son encyclique Laudato si’. Car cette intervention est plus que jamais nécessaire et salutaire.

    (source: Europeinfos #187)

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      Peter Liese

      Member of the European Parliament’s Committee on the Environment, Public Health and Food Safety (Germany)

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